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Castagne appena raccolte

Castagne secche

Primo piano di castagne secche

 

Le castagne

 

In un’economia chiusa come quella di Dego, le castagne hanno costituito nel passato un prodotto di largo consumo importante quanto il pane, divenendo alimento saliente della cucina locale. Venivano infatti cucinate in modi differenti grazie al loro sapore gradevole, rendendo la cucina, seppur povera, molto sostanziosa. Va inoltre ricordato che esse non venivano utilizzate solo come frutto ma trasformate anche in farina utilizzata per varie ricette.
Un tempo era prassi comune creare alla sera un atmosfera serena e familiare davanti al caminetto acceso, gustando castagne e bevendo un buon bicchiere di vino rosso in allegra compagnia.  

Qui di seguito riportiamo alcuni metodi di cottura.


Bollite (feruvve) :

Sbucciare le castagne (solo la scorza esterna) e lessarle in acqua bollente con sale ed eventualmente semi di finocchio o alloro per circa 40 minuti.

 

Caldarroste :

Per cuocerle è indispensabile la padella di ferro con il fondo forato. Dopo aver strofinato le castagne con uno strofinaccio , inciderle con un coltellino nella parte bombata e disporle nel tegame in uno strato solo. Le castagne si possono abbrustolire anche in forno, caldo e ad alta temperatura, dopo averle poste, incise, in una pirofila; rigirarle ogni tanto.

 

Secche :

Per essiccarle si può tentare di ricreare nel forno domestico, preferibilmente elettrico, il calore blando e costante che, negli antichi essiccatoi, faceva perdere l'umidità alle castagne. I frutti devono essere tutti della stessa grandezza, incisi e allineati sulla grata del forno caldo, mantenuto per ore a bassa temperatura (70-90 gradi). Quando "suonano" internamente se vengono scosse, è il momento della sbucciatura: per facilitarla si possono mettere in sacchetti di carta o di tela, sbatterli e fregarli tra di loro. Le castagne essiccate si utilizzano dopo averle lasciate in ammollo in acqua tiepida per una notte

 

 

I signori del bosco

 

La grande quantità di boschi e le condizioni climatiche favorevoli, favoriscono la nascita di numerose specie di funghi commestibili. Qui di seguito trovate un elenco dei più conosciuti. 

 

     

Porcino (Boletus edulis)
E' il fungo per antonomasia. E' carnoso, con gambo e cappello non separabili, adatto per ogni preparazione. Cresce specialmente sotto querce, castagni, faggi.

Galletto - Garliture (Cantharellus cibarius)
Dopo il porcino è uno dei funghi più apprezzato e conosciuto. Ottimo sia cotto che conservato sott'olio. Spesso è il premio di consolazione per chi non è riuscito a trovare il più ambito porcino. Cresce nei boschi di latifoglie e conifere. Non è confondibile con specie velenose.

Colombina (Russula integra)
La colombina qui raffigurata è soltanto una delle tante varietà esistenti di questo tipo di fungo. I nostri boschi ne sono ricchi. Le varietà commestibili sono quelle dorata, gialla, verde mentre normalmente quelle di colore rosso non sono commestibili per il loro sapore amarognolo ed alcune per la loro tossicità. Anche la raccolta delle colombine a volte permette di non tornare proprio a mani vuote dalla ricerca dei porcini.

Pineirolo (Boletus granulatus)

Come indica chiaramente il nome è un fungo che nasce nelle radure dei boschi di pino . 

E' fungo mangereccio di buon sapore, ottimo per sughi.

Coccomella - Mazza di tamburo (Lepiota procera)
E' un fungo abbastanza comune a Dego. Mangereccio di buon sapore. Da giovane il cappello è ovoidale e racchiuso sul gambo, poi si apre e può raggiungere anche i 30 cm di diametro. Si mangia solo la carne del cappello che è prelibata, ottima alla piastra e impanata e fritta.